Ogni giorno, migliaia di cani e gatti vengono alimentati con cibi definiti “terapeutici” o “medicati”: prodotti veterinari venduti solo su prescrizione, pensati per supportare reni malati, intestini infiammati, allergie, problemi urinari.
Il messaggio implicito è rassicurante: il veterinario li prescrive, quindi sono cibi curativi.
Quando ho iniziato ad analizzare le etichette una per una, ho scoperto qualcosa di diverso. E ho deciso di scriverlo.
1. Cosa dice la legge — e cosa consente
Il regolamento europeo CE 767/2009 stabilisce le norme per l’etichettatura degli alimenti per animali. Una delle disposizioni più rilevanti — e meno conosciute — riguarda la dichiarazione degli ingredienti.
I produttori possono scegliere di elencare gli ingredienti per categorie aggregate invece che per nome specifico. Non è un’eccezione: è la norma.
| Cosa significa in pratica: |
| “Carni e derivati” = qualsiasi parte di qualsiasi animale da reddito, senza specificare specie, organo o provenienza. |
| “Cereali” = frumento, mais, riso, orzo, sorgo — qualsiasi combinazione, in qualsiasi proporzione. |
| “Oli e grassi” = grasso animale di origine non dichiarata, oli vegetali raffinati, qualsiasi miscela. |
| “Zuccheri” = saccarosio, glucosio, sciroppi — tipo e quantità non richiesti. |
In più: la ricetta interna può cambiare senza aggiornare l’etichetta, purché la categoria dichiarata rimanga la stessa.
Non è una denuncia contro un singolo produttore. È il funzionamento ordinario del sistema.
L’unico ingrediente che deve avere la percentuale indicata è quello evidenziato graficamente in etichetta — per esempio, se c’è scritto “con pollo” o se il pollo appare nell’immagine. Solo quello. Il resto no.
2. Le etichette reali: un confronto
Ho confrontato alcune composizioni reali di prodotti veterinari tra i più venduti e prescritti in Italia. Quello che segue è quanto riportato ufficialmente dai produttori.
Royal Canin Renal — umido per cani
“Carni e derivati, cereali, oli e grassi, sottoprodotti di origine vegetale, sali minerali, zuccheri. Fonti di proteine: pollo, manzo, maiale.”
Non è indicata nessuna percentuale delle fonti proteiche. Non sappiamo se il pollo rappresenta il 3% o il 30% del prodotto. “Cereali” e “oli e grassi” rimangono completamente anonimi.
Tra gli additivi tecnologici compare la clinoptilolite di origine sedimentaria: un’argilla alluminosilicatica usata come adsorbente e legante. Non è un alimento. È un minerale industriale inserito nella formula come agente tecnologico.
Royal Canin Renal Select — secco per cani
“Riso, farina di mais, grassi animali, mais, proteine di pollame disidratate, idrolizzato di proteine animali, polpa di barbabietola, glutine di grano, olio di pesce, sali minerali, fibre vegetali, olio di soia, mono- e digliceridi di acidi palmitico e stearico esterificati con acido citrico.”
Il primo ingrediente è il riso. Il secondo è la farina di mais. Per un carnivoro come il cane, i carboidrati dominano la composizione.
“Idrolizzato di proteine animali” significa proteina scomposta chimicamente — un processo che ne altera la struttura molecolare. L’animale di origine non viene dichiarato.
I mono- e digliceridi esterificati con acido citrico sono emulsionanti industriali. Servono alla textura del prodotto, non alla nutrizione dell’animale.
Royal Canin Renal — secco per gatti
“Farina di mais, riso, grassi animali, glutine di grano, mais, isolato proteico di soia*, fibre vegetali, glutine di mais, sali minerali, idrolizzato di proteine animali…”
— *OGM
Il gatto è un carnivoro obbligato. Non ha amilasi salivare. Ha una glucochinasi epatica ridotta, il che significa che il suo metabolismo non è attrezzato per gestire carichi glicemici elevati.
Il primo ingrediente di questo alimento per gatti con insufficienza renale è la farina di mais. L’isolato proteico di soia — una fonte vegetale — appare come sesta voce.
Hill’s Prescription Diet a/d — umido per cani e gatti
“Carni e derivati (pollo 13%), cereali, oli e grassi, sostanze minerali, uova e derivati, zuccheri vari.”
Questo è un alimento per la convalescenza, indicato dopo interventi chirurgici o malattie gravi. Il pollo è dichiarato al 13%. Tutto il resto rimane nella categoria aggregata.
Nella versione “per ingredienti altamente digeribili” — claim presente in etichetta — troviamo farina di glutine di mais e grasso animale generico. Il termine “altamente digeribili” non è regolamentato e non corrisponde a nessuna definizione tecnica obbligatoria.
Hill’s Prescription Diet i/d — secco per cani
“Cereali, carni e derivati (pollo 7%), uova e sottoprodotti, estratti di proteine vegetali, oli e grassi, sostanze minerali, frutta, semi.”
Un alimento gastrointestinale in cui il primo ingrediente è “cereali” (categoria generica) e il pollo rappresenta il 7% del totale.
La tecnologia proprietaria ActivBiome+ — presente in etichetta e nel marketing — non corrisponde a nessun ingrediente identificabile nella composizione. È un claim di marketing su una miscela di fibre prebiotiche, non un ingrediente certificato.
3. Il paradosso del cibo “medicato”
C’è una contraddizione al cuore di questi prodotti che vale la pena nominare con chiarezza.
Un alimento viene prescritto perché l’animale ha un organo compromesso — reni, intestino, fegato, pancreas. L’obiettivo dichiarato è supportare quella funzione.
Ma la base dell’alimento rimane ultraprocessata.
Le crocchette vengono prodotte a temperature che superano i 120-150 gradi. Questo processo — la cottura per estrusione — distrugge enzimi, vitamine termolabili, acidi grassi essenziali, probiotici naturalmente presenti nelle materie prime. I nutrienti vengono poi aggiunti sinteticamente nel post-processo.
Quello che arriva nella ciotola è una matrice di amidi gelatinizzati, proteine denaturate e micronutrienti sintetici — non il cibo fresco dal quale provengono.
| Cosa succede nel caso renale: |
| Si riduce il fosforo — parametro fondamentale nella gestione dell’insufficienza renale. Questo è corretto e necessario. |
| Ma si lascia intatta — o si peggiora — la qualità complessiva della matrice alimentare. Un rene già affaticato continua a lavorare su un cibo che genera infiammazione sistemica di bassa intensità, altera il microbioma e non fornisce nutrienti vitali nelle loro forme native. |
4. I dati scientifici sugli ultraprocessati negli animali
Non si tratta di una posizione ideologica. Ci sono studi.
Lo studio dell’Università di Helsinki
Una ricerca pubblicata su Scientific Reports — una delle prime su larga scala sul tema — ha analizzato le abitudini alimentari e la salute gastrointestinale di oltre 8.500 cani, tracciando il percorso da cuccioli o adolescenti fino all’età adulta.
Il risultato principale:
+21,7% |
di rischio di enteropatia cronica nei cani nutriti con ultraprocessati fin da cuccioli |
+14,6% nel gruppo degli adolescenti |
I cani che da giovani avevano ricevuto cibo preparato in casa con ingredienti semplici — inclusi avanzi di cucina, verdure cotte, pesce, uova — mostravano un’incidenza significativamente più bassa di enteropatia cronica.
Il microbioma
Studi comparativi sul microbioma mostrano che le diete commerciali processate alterano significativamente la composizione batterica intestinale rispetto a diete a base di cibo fresco.
Nei gatti, una dieta commerciale rispetto a una a base di carne cruda altera almeno 31 taxa batterici differenti.
Le variazioni del microbioma sono state associate — in letteratura veterinaria — a infiammazione intestinale cronica (IBD), diabete, obesità, patologie renali e patologie dentali.
Il meccanismo è lo stesso documentato nell’umano: gli ultraprocessati favoriscono la proliferazione di batteri patogeni a scapito dei batteri benefici, compromettono la barriera intestinale e innescano risposte infiammatorie croniche di bassa intensità.
Il gatto carnivoro obbligato
Il gatto ha una fisiologia che rende particolarmente critica l’alimentazione con carboidrati in eccesso:
- assenza di amilasi salivare
- glucochinasi epatica ridotta: il fegato non è attrezzato per gestire picchi glicemici
- fabbisogno proteico più elevato rispetto al cane
- incapacità di sintetizzare autonomamente taurina, acido arachidonico, vitamina A in forma attiva — tutti nutrienti presenti in forma biodisponibile nelle proteine animali fresche
Un alimento per gatto con insufficienza renale che ha la farina di mais come primo ingrediente non è un alimento neutro. È un alimento che, per ridurre il fosforo, introduce un carico metabolico per cui il gatto non è evolutivamente attrezzato.
5. Cosa fare con questa informazione
Non sto dicendo che i cibi veterinari siano inutili, né che vadano eliminati senza confronto con il proprio veterinario. In certi momenti acuti, in certi equilibri delicati, possono avere un ruolo.
Sto dicendo che il confine tra “cibo terapeutico” e “cibo ultraprocessato” è più sottile di quanto il marketing suggerisca. E che conoscere le etichette è il primo passo per fare scelte più consapevoli.
Alcune domande utili da fare al veterinario
- Perché questo alimento specifico? Quali parametri stiamo cercando di modificare?
- Esiste una versione di questa dieta costruita su ingredienti freschi e riconoscibili?
- Quanto tempo prevediamo di usarlo? C’è un piano di rivalutazione?
- Possiamo integrare cibo fresco adatto alla specie anche parzialmente?
Il cibo che cura davvero
Il cibo che cura non è quello con il bollino veterinario. È quello fresco, adatto alla specie, ricco di sostanze vive nella loro forma originale.
Questo non significa necessariamente una dieta BARF o homemade senza supervisione. Significa che la qualità degli ingredienti, la loro biodisponibilità e la loro integralità contano — indipendentemente dalla dicitura in etichetta.
In naturopatia lavoriamo su questo. Sul cibo come informazione. Sul microbioma come equilibrio. Sull’organismo come sistema in grado di guarire, quando viene supportato invece che semplicemente gestito.
Fonti e riferimenti
— Regolamento CE n. 767/2009 relativo all’immissione sul mercato e all’uso dei mangimi
— Composizioni ufficiali pubblicate da Royal Canin e Hill’s sui rispettivi siti ufficiali (verificate maggio 2026)
— Emre Kos et al., “Ultra-processed food intake and risk of chronic enteropathy in dogs”, Scientific Reports, Università di Helsinki
— Studi sul microbioma intestinale di cani e gatti — microbioma.it (revisione letteratura 2024)
— Rondinella D. et al., “The Detrimental Impact of Ultra-Processed Foods on the Human Gut Microbiome and Gut Barrier”, Gemelli IRCCS / Università Cattolica, 2024








